La storia è bella

Spesso, leggendo le antiche pergamene, mi sono imbattuto in termini e lavori che oggi sono caduti in disuso, per il quale serve una sorta di legenda al fine di chiarire quale fossero i compiti delle varie figure. Così è divertente anche vedere quali lavori sono venuti meno con il corso del tempo e quali sono invece rimasti.

gastaldi e fattori - avevano la funzione di controllo periodico del territorio dei poteri affituati e investiti ai conduttori.
conduttori - solitamente dei cittadini facoltosi che si impegnavano a versare gli affitti richiesti dal proprietario terriero. Essi inserivano nelle terre da coltivare dei coloni.
coloni - lavoratore salariato della terra.
massaro - era chi teneva i conti delle attività. Quello che oggi potrebbe essere definito come “ragioniere". Sua è la responsabilità di registrare i profitti ed i costi. Come figura è presente anche nei monasteri, nelle famiglie dominanti, a seguito di una proprietà o assoldato dal comune per seguire i bilanci comunitari e/o statali.
campari - sono guardie campestri ed intervengono in caso di furto o di prelievo di messi dai campi.
silvani - sorvegliavano la legna, i boschi e la selvaggina.
mansionari - svolgevano funzioni di guardia nei monasteri e ai servizi religiosi.
portinai - erano i responsabili dei porti e dei traghetti, addetti anche alla riscossione dei telonei (tassa per il passaggio) e dei ripatici (tassa per l’approdo al molo).
ripari - avevano il compito di controllare l’approdo al molo delle navi, sia al porto che sulle rive.
degani - erano gli addetti alla gestione delle acque. Quindi si preoccupavano delle dighe, delle bonifiche, alle arginature ed ai dugali.
porcaio - allevatore e custode delle mandrie di porci.
canevari - erano i responsabili dei magazzini, delle cantine e delle cascine dove si consegnavano i prodotti ricavati dagli affitti in natura.
treguani - persone acculturate che avevano il compito di stendere gli Statuti in base alle tradizioni ed agli usi della terra.
scabini - avevano il compito di sostituire i giudici nelle cause minori. Una sorta antica del Giudice di pace moderno.
notai - erano gli addetti alla registrazione, conservazione e consultazione dei documenti. Erano quasi sempre coadiuvati da scrittori professionali.
sindaci - erano i rappresentati delle comunità locali, della loro popolazione, presso le varie famiglie signorili.
vicario - erano i rappresentati della famiglia signorile presso il popolo.
podestà - era il rappresentate dell’imperatore o chi per lui.

Poi c’erano le arti e le corporazioni: ovvero dei consorzi dei lavoratori che erano divisi in “maggiori" e “minori". Fra quelle minori c’erano: gli orefici, i pellicciai, i maniscalchi ed i fabbri, i tintori, i macellai o beccari, i sarti, i calegari (calzolai), marangoni e falegnami, muratori e cavallari.

I campari negli Statuti Bonalcolsiani

De salario campariorium - Et pro suo salario et mercede sue custodie exigere et percipere possint. V parvos Mantue de qualibet bibulca terre vineate er prative et quatour Mantue parvos de qalibet bibulce alterius cuiuscumque possessionis et non ultra. Et insuper habere debeant terciam partem condemnationum vel bamnorum factarum vel factorum pro suis accusis vel denontiationibus. Et possint de dicto suo salario sue mercede solutionem accipere ante festum Sancti Michaelis. Et qui in aliquo predictarum quantitatum salariorum accipiendorum contrafecerit, puniatur in viginti soldis parvorum et restituatur quod contra predicta extortum vel habitum foret.

Statuti bonacolsiani, Libro 10 e capitolo 4.

I campari erano delle guardie sia pubbliche, quando pagate dal Comune, quanto private. Grossomodo sono comparabili e degli attuali vigili urbani che, con assoluta perizia, controllavano le campagne e le zone rurali del mantovano. Il loro salario era stabilito dagli Statuti Bonacolsiani (in vigore fra il 1290 e il 1404) ed era quantificato in 5 piccoli mantovani, moneta di uso corrente in quel periodo. Se si aggiungeva un terreno aggiuntivo, si doveva aggiungere alla quota, altri 4 piccoli mantovani. Esso veniva versato prima della festa di San Michele.