Sposarsi è uno dei momenti più belli per una coppia, e convolare a nozze rappresenta il punto più felice per le persone. Purtroppo anche in questo campo i luoghi comuni hanno distorto la verità storica. Infatti quando oggi si vuole descrivere una società chiusa spesso si fa riferimento a quanto i modelli famigliari nell'epoca di mezzo fossero rigidi e imposti dalla cristianità. In realtà però dalla documentazione esce tutta un'altra storia. Si scopre che il Medioevo era un mondo molto fluido e libertino. Dove la Chiesa cercava sì di istituzionalizzare il matrimonio, redendolo parte integrante della religione, ma la società laica fu molto refrattaria. Così la Chiesa andò in contro ad un sostanziale fallito. Il matrimonio medioevale era spesso "di interesse", è vero, ma per entrambe le famiglie ed indipendente dal sesso del proprio parente. Inoltre, il matrimonio, non era un patto ritenuto totalmente vincolante. Insomma, il matrimonio nel Medioevo risulta essere un interessante mondo da scoprire e da svelare per quello che esso fu.

Paradossalmente, per spiegare il matrimonio devo partire dalla sua fine. Il caso di riferimento che ho trovato più interessante, divertente ed utile per essere preso da esempio è la richiesta di annullamento di matrimonio proposta da Maffeo contro Cateruzza. Conservato nell'Archivio storico del Patriarcato di Venezia, lo utilizzerò per spiegare come si svolgeva un matrimonio popolare. Cominciamo. Tutto ebbe inizio, o per meglio dire la fine, quando l'8 gennaio del 1370 Francesco Querini ricevette i "capitula" che riassumevano tale caso. I due attori erano Maffeo di Nicolò de Zarzenta, residente a Venezia, contro Cateruzza del fu Ronconello da Chioggia. Francesco rilesse tutto l'accaduto per capire come mai lo sposo stesse chiedendo l'annullamento del matrimonio, avvenuto solamente sette anni prima. Pare dalle carte che Cateruzza avesse già contratto matrimonio precedentemente, con tale Zilio di Venezia del fu Bartolomeo Rosso da Padova, senza mai aver divorziato. Il marito della giovane era un sarto di professione con un'età già avanzata. A causa di quel precedente matrimonio, per tanto, Maffeo chiedeva immediatamente secondo istanza l'invalidità del matrimonio contratto da lui stesso con Cateruzza.

Matrimonio nel Medioevo - Miniatura raffigurante un matrimonio

A quel tempo vigevano tre visioni differenti del matrimonio: una laica e popolare, portata avanti dalle tradizioni della gente. Una statale ed infine una ecclesiastica, la più formale e rigida, ma anche quella meno formale e incentrata sulla volontà dei due sposi. Quest'ultimo modello venne proposto con forza dopo la riforma ecclesiastica dal XII secolo, con il fine di inglobare il matrimonio nella liturgia religiosa. Offrendo alla società di quel tempo un nuovo modello di unione matrimoniale, del tutto alternativo a quello che era da tempo consolidato negli usi e costumi tradizionali della popolazione. La scelta della Chiesa fu quella di enfatizzare il momento del libero scambio dei consensi tra gli sposi come unico ed esclusivo rito performativo del sacramento.
Cateruzza, appartenente ad una famiglia di modesta ricchezza, convolò a nozze nel novembre del 1362 utilizzando una formula laica. Le nozze si erano celebrate a San Pantalon, nella casa dello zio della sposa, Giovanni. Il corteo nuziale, rumoroso e festante, si era mosso dalla contrada di San Samuele, dove viveva Zilio, per raccogliendo lungo la strada gli amici della sposa. Una volta che la magna comitiva raggiunse la casa di Giovanni, un laico (un greco di nome Dimitri) officiò il matrimonio, ricevendo il consenso degli sposi espresso al tempo presente. Un anello al dito e la suggellazione dell'unione era completata. Qualche mese dopo, nel febbraio del 1363, Cateruzza con una disivoltura che mise in imbarazzo alcuni partecipanti, sposò Maffeo. Sempre nella stessa abitazione dello zio Giovanni, dove ancora risunavano le campane del primo matrimonio. Devo precisare però che nella concezione laica del matrimonio mal si sopportava che una giovane sposasse un vecchio: tantomeno se, come nel caso di Zilio, quel vecchio era stato visto solo qualche giorno seguente le nozze chiedere l'elemosina davanti alla basilica di San Marco. Per i laici, quindi, era un matrimonio diseguale e svantaggioso.

Segui il prossimo articolo per scoprire come andrà avanti la storia fra Maffeo e Cateruzza.