La cervetta è un'impresa gonzaghesca, attribuita a Francesco Gonzaga (1366 - 1407), ma utilizzata anche da diversi appartenenti alla famiglia mantovana nell'arco di diversi secoli. Le "imprese" sono delle divise costituite da un corpo (la figura grafica) e da un'anima (il motto) e rispettava delle regole precise e codificate. Tali emblemi simboleggiavano l'idea o il concetto che un Capitano del popolo o un reggente volesse comunicare all'esterno. Purtroppo non di tutti i Gonzaga abbiamo la propria impresa: le prime che ci sono arrivate infatti sono attribuite proprio a Francesco I, e in alcuni casi non sono complete. Nell'anello alato, purtroppo, non ci è stato tramandato il motto.

La cervetta è la seconda impresa di Francesco I Gonzaga. Essa rappresenta un cervo femmina che guarda il sole mentre viene cinta da una fascia con la scritta del motto "Biden Craft" (contro forza). A confermare la paternità è Mario Equicola, precettore e segretario di Isabella d'Este, il quale scrisse che tale impresa era attribuita al quarto Capitano del popolo di Mantova "del padre di Gianfrancesco fu la cervecta, con littere tedesche, bider Craft, che contra possenza se interpretano!". L'impresa è connotata dal tricolore araldico gonzaghesco: bianca è la cervetta volta a guardare il sole, verde il prato e rosso il campo. Sono i tre colori delle virtù teologiche: Fede, speranza e carità. Essa, la cervetta, rappresenta la mansuetudine che guarda una potenza più grande. Probabilmente in questo caso Francesco voleva comunicare ai milanesi che la propria reggenza sarebbe stata tranquilla, e volta al copiare quella Milano che rischiava di invadare militarmente la città virgiliana. Lo stesso fa riferimento il motto: "contro la forza", la possenza dei milanesi. Il "contro" era usato in senso dualistico, il Gonzaga doveva mostrarsi secondario, collaboratore, ma non debole.

Oggi la cervetta è possibile vederla nella Camera degli Sposi (o Camera picta/dipinta), presso il Palazzo Ducale di Mantova. Affrescata dal Mantegna fra il 1465 ed il 1474 nella prima lunetta, a destra della celebre scena famigliare impressa sulle mura della stanzetta.

Nel Palazzo del Te è visibile nella trntatreesima metopa della facciata settentrionale della villa, in quel Giardino segreto dell'Appartamento della Grotta (parete occidentale, terza nicchia). A Sabbioneta in provincia di Mantova, invece, nel Palazzo del Giardino, nella sala dei Miti e nella galleria degli Antichi, ma in quel caso il campo è stato dipinto azzurro. Inoltre Mantegna inserì tale impresa, intarsiata con l'avorio, sul cassone da sposa di Paola Gonzaga (? - 1550). La cervetta però è anche un palazzo nel pieno centro mantovano, in Piazza Erbe, di fronte alla Rotonda di San Lorenzo. Divenuta di proprietà della famiglia De Spighi, nel XV secolo, divenne sede dell'Arte degli speziali. L'immobile venne bombardato durante la Seconda guerra mondiale e nella ricostruzione perse la sua caratteristica curva che seguiva la morfologia della piazza, a favore di un più laconico angolo quadrato. Ancora oggi, però, su di un capitello della struttura dei sottostanti portici è possibile vedere l'impresa con la cervetta.

In chiusara, per completta, è giusto ricordare che Francesco I Gonzaga adottò altre simbologie durante la propria vita politica. Ovvero quella dell'anello alato (simbolo probabilmente precedente) sempre in linea sulla politica di fedeltà nei confronti dei Visconti, e quello di una tortora, la quale simboleggia sempre fedeltà, ma questa volta in senso matrimoniale. Infatti dopo la morte della seconda moglie, Francesco, decise di non risposarsi più.

La cervetta - Camera Picta del Mantagna presso il Palazzo Ducale di Mantova

La cervetta - Camera Picta del Mantagna presso il Palazzo Ducale di Mantova