Quest'anno al Mantova Medievale ci saranno grossi cambiamenti. Giganteschi cambiamenti. Per chi non lo sa: io partecipo all'organizzazione dell'evento ormai da diversi anni, e nello specifico seguo il mercato. La parte più difficile, ma anche quella più stimolante, è il cercare e contattare quelle persone che potrebbero essere interessate ed hanno le caratteristiche per potervi accedere. Perché non tutti vanno bene. Il fine è quello di mantenere il più possiible la storicità, pertanto tutti i partecipanti devono (dove possibile) essere attenti anche ai dettagli. Abiti, banco e prodotti devono essere attinenti all'epoca storica che stiamo ricreando, cercando di evitare le solite cianfrusaglie da fiera di paese.
Per parlare di questo nuovo Mantova Medievale però partiamo dal dove c'eravamo lasciati, dall'edizione del 2020 e dai corsi che avevo pensato e messo in piedi assieme a tutti i mercenti ed artigiani che si sono voluti mettere in gioco. Di acqua ne è passata sotto i ponti. Erano andati magnificamente, più di quanto io potessi immaginare. Anche se la pandemia ha limitato di molto il raggio d'azione. Infatti quei momenti di intrattenimento erano stati pensati per avvicinare il pubblico al mondo della rievocazione, a far capire al cittadino mantovano il lavoro di studio e la complessità che ogni rievocatore mette in atto nel crearsi i propri oggetti. Per distinguerci da una sagra anonima di paese. Insegnare come si faceva una spilla, una retina o una sacchetta in cuoio per i soldi sul finire del XIV secolo. Mescolando i rievocatori che volevano imparare nuove tecniche manuali ai "non addetti ai lavori". Insomma avvicinare il pubblico per far conoscere meglio il nostro mestiere. Il lavoro preparatorio è stata molto ed impegnativo, ed anche se la scommessa è stata stravinta ho preferito non proporre di nuovo dei corsi per l'edizione 2021, e ben presto capirete i motivi della mia scelta.
Il primo grandissimo cambiamento è lo spostamento della manifestazione. Sia nel tempo che nello spazio. No, non rievocheremo un'altra epoca, state tranquilli. Semplicemente non più l'ultima settimana d'agosto, ma il 16 e 17 ottobre e non più il lungolago mantovano ma Piazza Leon Battista Alberti. In pieno centro città, incastonati nella Storia mantovana. Avremo una cornice sorprendente che coinvolgerà il pubblico quanto i rievocatori. La piazzetta è stata da poco sistemata dal Comune di Mantova, il quale ha aggiunto una fontanella, delle panche e alcune piante in vaso che fanno da corredo urbano, quindi l'attenzione su questo gioiello rinascimentale sarà alle stelle. Avremo anche a disposizione un porticato e - per la prima volta in assoluto per la nostra manifestazione - dei luoghi al chiuso. La "sala delle colonne" della Curia sarà luogo di due dibattiti, uno al sabato ed uno nel pomeriggio della domenica. Segreto ancora sul chi verrà a parlare.

Tutta la manifestazione 2021 sarà incentrata sui lavori artigianali che le compagnie di ricostruzione e rievocazione porteranno. Far rivivere uno spezzone della Mantova di fine XIV secolo, puntanto l'attenzione sulla vita civile, lasciando per un attimo da parte le guerre, le armi e gli scudi. Il pubblico sarà guidato in un percorso ai cui lati potrà fermarsi e curiosare fra gli attrezzi dell'orafo o del maniscalco, a chiacchierare con la sarta o a carpire i segreti della cucina di quegli anni. Insomma sarà un percorso fra i lavori del passato. La pesistente distanta fra pubblico e rievocatori, necessaria per l'attuale legilatura anti-Covid, terrà ancora quella distanza fra i rievocatori e i visitatori della nostra manifestazione. Gli spazi della piazza a nostra disposizione saranno inferiori rispetto agli anni passati e per questo veranno chiamate meno compagnie di ricostruzione storica. Questo comporta che ci saranno meno artigiani, meno rievocatori e meno persone che possono seguire e/o tenere i suddetti corsi. Questa situazione mi ha portato alla decisione che per l'edizione 2021 non si sarebbero tenuti dei laboratori didattici né per i rievocatori né per il pubblico.