Appena entrati in questa pagina vi trovate di fronte ad una mappa puntata su una parte semi deserta del Camerun. Una radura a ferro di cavallo ed il tetto di tre case. Le abitazioni si vedono male perché il sole era particolarmente lumisono quando è stata scattata la fotografia. Non si vede altro, quindi zumiamo e notiamo che il suolo si fa marrone mentre a sinistra il numero delle piante cresce esponenzialmente. Continuando a zumare possiamo notare che la foresta disegna sul nostro schermo una grande foglia di edera. Ormai i sentieri non si riescono più a distinguere, e si notano solamente differenti tonalità di verde. Il centro abitato più vicino al puntatore è Centre de Voundou, il quale dista circa 30 chilometri. È un centro commerciale molto diverso dai nostri. Non ci sono ingressi, boutique di importanti marchi oppure anche strade asfaltate, ma polvere e piccole abitazioni sporche adibite a bazar. Perché vi sto scrivendo di questo luogo? Che inerenza c'è con i regali che ho ricevuto a Natale? Facciamo un piccolo passo indietro.
Il camino accesso, l'albero addobbato con mille luci e parecchie sfere nalizie. Il lettore multimediale che diffonde canti di Natale, i quali formano un'atmosfera da spot del Panettone. Mia cugina, sorridente sotto alla mascherina, mi allunga un biglietto d'auguri. Lo apro e all'interno trovo l'intero regalo di Natale: una pianta. Esatto, avete letto bene. Una pianta di cacao in Camerun.

Il Cacao è un sempreverde che produce piccoli fiori a cinque petali, bianchi, verdi o rosei, che spuntano direttamente sul tronco o sui rami principali; i fiori più fortunati si trasformano nei celebri frutti. Viene piantato per la produzione di cacao di ottima qualità e per offrire ai contadini locali una fonte di reddito aggiuntiva.

Tramite un'applicazione oggi è possibile acquistare, regalare oppure semplicemente seguire lo sviluppo di una pianta. La mia si chiama Princi ed è stata piantata esattamente quel giorno: il 25 dicembre. È ancora molto piccola ed i coltivatori locali non hanno ancora postato una foto profilo della mia piantina. Ma presto avrà anche lei la sua foto. Nel sito le piante vengono trattate come vere e proprie persone: profilate come su Facebook. Hanno una bacheca dove è possibile leggere e scrivere commenti, vedere le notifiche che i coltivatori locali postano a riguardo della pianta che un utente compra, oltre ad una descrizione scientifica dell'albero. Hanno aggiunto anche l'assorbimento di CO2 effettivo che avrà la pianta in futuro; per ora è troppo piccola. Inooltre è possibile valutare la potenzialità della pianta in quattro differenti ambiti, elencata sotto forma di voti (da zero a dieci). Fra parentesi riporto la votazione della mia piantina:

  • Sicurezza alimentare: ovvero quanto la pianta può sfamare la popolazione locale. (1)
  • Quanta CO2 è in grado di assorbire nella sua potenziale vita. (2)
  • Quanto sviluppo economico possa assicurare alla popolazione locale. (9)
  • Quanta protezione e sviluppo ambientale è in grado di fornire al territorio circostante (3)

I frutti, i semi e/o le foglie vengono mangiati dalle famiglie dei contadini o venduti nei mercati locali. In parole povere: il mio regalo ha contribuito a delle persone di sfamarsi, ha aiutato in primis il territorio camerunense a svilupparsi ed in secundis gioverà a tutto il pianeta. D'ora in poi posso orgogliosamente dire d'essere a "costo zero" per il pianeta. Tanta anidride carbonica emetto e tanta ne contribuisco a dissipare. Ma il regalo di mia cugina mi ha aiutato a capire più approfonditamente che basta un'idea semplice per cambiare parecchie cose. Anche quando sembrano inizialmente impossibili. Due giovani di Firenze, nel 2010, hanno dato vita a questo progetto, diventando dopo soli dieci anni un punto di riferimento mondiale per la riforestazione via web. Da membro operativo del WWF vedo quanto sia difficile coinvolgere persone alla salvaguardia del pianeta, far scoprire le zone locali e le essenze della nostra zona. Impossibile essere ascoltato se ad un banchetto in piazza chiedo 70 euro per piantare un albero. Eppure questa App è quello che fa, e riesce a fare. Federico Garcea e Tommaso Speroni, i due fondatori del progetto, sono riusciti a fare quello che io ritenevo quasi impossibile. Complimenti!