Ci sono voluti più di quattro mesi per organizzare tutti i corsi che ho messo nel catalogo a disponibile di tutti i rievocatori. L'idea però era nata molto tempo prima ed aveva lo scopo di avvicinare il pubblico ai rievocatori. Far capire che non siamo una sagra, una manifestazione carnevalesca, fatta da persone che si divertono due giorni all'anno a vestirsi in modo originale. Servivano a dire ai visitatori che i rievocatori sono tutte persone che hanno un'arte ed una cultura del Medioevo prodonda. Così si poteva organizzare un corso di acconciature dei capelli: come andavano di moda nel Trecento. Ma il Covid ha vanificato ogni cosa. Per tanto ho deciso di organizzare i corsi solamente per i rievocatori presenti alla nostra manifestazione. Questi erano dal creare retine per le acconciture all'estrarre le essenze naturali di piante ed erbe per farne medicinali. Passando dalla creazione di spilli ed aghi per i capelli, la lavorazione del cuoio per creare borse per le monete, della ceramica graffiata con i piattini da decorare oppure scoprire i segreti della preparazione dei colori per le miniature. Ancora, cucinare in un campo di militari sul finire del XIV secolo o intrecciare i rami di salice per creare dei fantastici cesti.

L'idea però doveva essere messa in pratica. Così a marzo, mentre il mondo si preoccupava della pandemia, io telefonavo ai vari artigiani per cercare fra di loro quelli disposti a sfidare lo scenario apocalittico che mano a mano i telegiornali descrivevano. La precedenza l'avevano loro, e dove non potevo chiamavo degli esperti nel settore. Mi sono confrontato con loro, per vedere se fosse possibile portare nella realtà dei work-shop, in un'epoca dove non è possibile passarsi di mano in mano gli strumenti. Alcuni artigiani che ho contattato hanno raccolto la sfida con molta fiducia ed entusiasmo, altri invece - essendo la loro prima volta nell'insegnare- hanno titubato. Quasi nessuno si è tirato indietro per la situazione sanitaria.

Preparato il calendario, in modo da evitare che due corsi si accavallassero, rimaneva solamente aspettare l'inizio della manifestazione. Ha inizato a piovere proprio alle 15, quando doveva partire il primo corso, dopo mesi che non scendeva una goccia d'acqua dal cielo. Ma nonostante il cattivo tempo metereologico, e spostata la zona dedicata ai corsi sotto ad una tenda, il sabato è trascorso tranquillamente. Tutti i partecipanti sembravano felici e contenti. La domenica si ripete. Anche la pioggia, che doveva smettere alle 9, durò fino alle 12. In questa occasione i corsi hanno subito dei ritardi e ho dovuto aumentare le aree didattiche a tre in contemporanea. Finito quelle dodici sulle essenze naturali per i medicamenti, mi sono preso una pausa e ho tirato un sospiro di sollievo: tutti, ma proprio tutti erano felici e contenti.

Il resto della manifestazione, purtroppo, l'ho potuto seguire poco. Anche se la pioggia, durata un giorno e mezzo, ha limitato tutto. Ai padovani si è rotta una tenda, ai ferraresi è ceduto il velario, mentre il Bocco se ne andava in giro raccogliendo rododendri. Al sabato sera, distrutto dalla fatica, non sono riuscito nemmeno ad andare negli accampamenti degli amici a salutare. Ora si riparte a pensare a quali nuovi corsi si possono proporre per l'edizione del 2021.

Tutti i numeri dei corsi del Mantova medievale 2020
N° corsi 8
Corsi con almeno un partecipante 100%
Percentuale partecipanti dei corsi in proporzione al numero di rievocatori 40%