C'ero già stato tre anni fa, per vedere, di sfuggita, la corrispondenza fra Ludovico I Luigi Gonzaga e , persona che rievoco durante le manifestazioni. Questa volta però lo scopo è stato diverso: devo realizzare cinque pannelli illustrativi per il WWF Mantovano, in modo da rendere sempre più professionale e didattica la salita domenicale. La Torre, infatti, è il museo suzzarese più visitato, e dobbiamo darci un tono serioso. Così ho preparato i testi, riassumendo in poche pagine l'intera storia di Suzzara: dal 870 al dopoguerra. Mille e cento cinquant'anni in cinque paginette, non so nemmeno io come abbia fatto a sintetizzare il tutto. Per rendere i pannelli apprezzabili all'occhio ho deciso di aggiungervi delle foto che ritraggono le mappe autentiche, anche se quelle disegnate nel Medioevo erano realizzate in base alla fantasia dell'autore. Le prime ad essere fedeli ed attinenti alla realtà sono quelle del 1778, sviluppate per il Catasto Teresiano austrungarico. Servivano a pagare le tasse, ecco perché era così precise e dettagliate.

Per esporre pubblicamente del materiale di proprietà dello Stato bisogna andare presso l'ente preposto e far richesta di espozione, così ho fatto. Mi hanno dato un foglio precompilato dove aggiungervi le marche da bollo (sedici euro) ed i dati informativi sul mio conto. Il passo successivo sarà quello di scrivergli una mail dove farò richiesta delle mappe specifiche, ed una volta avuta la conferma sarà possibile andarle a fotografare oppure aspettare che vengano inviate tramite mail. Insomma pura burocrazia lenta, ma giusta. Stiamo parlando di mappe antiche e carte che hanno minimo quattrocento anni, bisogna averne la massima cura. Appena le ho viste ho solamente pensato "WOW!" dopo anni che le vedo in foto, in bassa risoluzione, eccomele lì di fronte. Ma andiamo per ordine: la prima che mi è stata portata è databile all'inizio del 1500. Lo stato conservativo era classificato come "pessimo", ed infatti aveva diversi buchi e i colori sembravano quasi svanire. La carta era orientata con la parte del bordo alto del foglio rappresentare l'ovest; Luzzara era la prima città e poi a scendere Suzzara, Gonzaga e Reggiolo, sparse un po' a caso e non seguendo realmente il vero posizionamento odierno delle città. Non venivano riportate strade, solamente corsi d'acqua, perché quella mappa aveva lo scopo di rappresentare lo stato idrico della zona. Suzzara è rappresentata in modo fantasioso, quasi stereotipato, con il classico castello a due torrette quadrate laterali ed un maschio centrale, sul quale svetta un vessillo. La seconda mappa era custodita in una enorme cartella grigia. Era divisa in quadranti ed ogni quadrante era grande circa un metro per sessanta centimetri. Tutte le tavole avevano il proprio numero romano di identificavo e a me serviva la XLV, in pratica sotto ad un mucchio di altre. Le mappe che avevo in mano in quel momento erano quelle della prima cartella del catasto teresiano, quindi non deperite come la prima mappa. Trovata Suzzara, fotografata e studiata per bene, passo alla terza.

La "Acque, 565" è quello che ci si aspetta da una mappa: arrotolata e conservata in un tubo di cartone alto circa un metro e mezzo. Suzzara in questa enorme mappa è minuscola. Non mi aspettavo un lavoro così minuzioso ed ad ampio respiro. La mappa aveva lo scopo di mostrare la digagna grande e non viene rappresentato tutto il territorio reggiano. Non è stata datata anche se però è presupponibile, visto lo stato di degrado e lo stile grafico, essere di poco precedente a quella catastale che avevo precedentemente visto.
Ottimo, le mappe sono perfette ed ora devo solo far partire la procedura per far richiesta di affissione. Gli scritti ci sono e manca solo la stampa che presto verrà realizzata. Per chiudere questo lungo post vi invito a visitare la torre ed a vedere il risultato che ho ottenuto.